Fra il 26 novembre e il 3 dicembre 2020 si è tenuto l’annuale Convegno Internazionale di Pedagogia presso l’Università di Bressanone “Educazione, terra, natura. Conoscenza, complessità e sostenibilità” e i nostri colleghi formatori della Rete Nazionale delle Scuole all’Aperto, Alessandro Bortolotti, ricercatore Università di Bologna e Alba Passarella, docente scuola infanzia e Pedagogista Clinico ANPEC, con il loro intervento intitolato “Outdoor Education: necessità o virtù? Da risposta per emergenti bisogni post-covid a nuovo stile educativo”, hanno ricevuto un importante riconoscimento: “Best Oral Presentation Award. Sessione: Conoscenza e Complessità”.

La ricerca presentata al Convegno andrà avanti anche il prossimo anno scolastico e porterà elementi molto utili sulla pratica scolastica all’aperto. Chiederemo quindi ai nostri formatori di aggiornarci su questa importante ricerca!

Abstract intervento:

Dott. Alessandro Bortolotti, ricercatore Università di Bologna e Dott.ssa Alba Passarella, docente scuola infanzia e Pedagogista Clinico ANPEC

Outdoor Education: necessità o virtù? Da risposta per emergenti bisogni post-covid a nuovo stile educativo.

La pandemia del 2020 ha motivato diversi docenti e istituti a muoversi nella direzione dell’educazione all’aperto, soprattutto quale strategia utile al contenimento del contagio. In veste di collaboratori della Rete Nazionale delle Scuole pubbliche all’aria aperta, abbiamo la possibilità di studiare “dall’interno” i processi che si sviluppano proponendo un approccio didattico Outdoor, e questo ci dovrebbe permettere con molta probabilità di comprendere se, ed eventualmente come e perché, i percorsi di formazione per gli insegnanti sono in grado di “contaminare” le loro coscienze professionali, facendo in modo che l’Outdoor Education venga tramutata da moda passeggera adottata in attesa che passi questo periodo di allarme, a orizzonte pedagogico da mantenere a lungo termine.

Nello specifico si tratta di valutare l’azione formativa che verrà impostata presso due scuole primarie, rispettivamente di Torino e Brescia. Le insegnanti saranno accompagnate a far sì che loro stesse, assieme ai loro bambini e bambine, imparino a: esplorare l’ambiente per conoscerlo nella sua realtà, compresi i limiti (per trasformarli in risorsa); promuovere cambiamento e adattamento nell’ambiente scolastico; traslare esperienze “da dentro a fuori” e viceversa; sviluppare apprendimento e crescita dell’autonomia attraverso l’attenzione verso gli ambienti di vita, un tesoro comune da custodire insieme.

La nostra vuole rappresentare un’esperienza di “semina”, dunque il nostro osservatorio rappresenterà l’occasione per vederne germogliare i frutti o meno, infine raccogliere testimonianze di potenzialità e limiti di un “attecchimento pedagogico”: una bella sfida educativa per tutti i soggetti coinvolti.

Bibliografia

Bortolotti, A. (2019). Outdoor Education. Storia, ambiti, metodi. Milano: Guerini.

Bortolotti, A. (2018). La ricerca internazionale in Outdoor Education: una meta-analisi critica. In: R. Farné, A. Bortolotti, M. Terrusi (a cura di) Outdoor Education: prospettive teoriche e buone pratiche, Roma: Carocci, 61-80.

Mlodinow, L. (2018). Il pensiero flessibile. Milano: per Sperling&Kupfer, pubblicato da Mondadori S.p.A.

Mottana, P. (2020). Educazione diffusa. Istruzioni per l’uso. Firenze: Editrice Aam Terra Nuova.

Passarella, A. (2020). Il Metodo delle Formiche: la ricerca del naturale sviluppo del soggetto 4/6 anni, in: M.Parricchi, B. Bocchi, C. Lelli (a cura di), Abitare la sostenibilità. Riflessioni e percorsi di educazione alla natura. Zeroseiup, Città di Castello (PG), pp. 99-129.

Sansone, F. (2011). Il pensiero flessibile. Milano: Franco Angeli s.r.l.