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In relazione al progetto “Miti e stregonerie, natura e scienze”, della classe 3 A Scuola Primaria “O. Marella”, strutturato secondo una didattica laboratoriale interdisciplinare in un contesto di scuola all’aperto, i docenti, a conclusione delle esperienze svolte in corso d’anno, hanno organizzato quattro giornate di vita comunitaria in piena autonomia nella gestione delle routine della vita quotidiana in un contesto ambientale immerso totalmente nella natura nel Parco dei Gessi delle colline Ozzanesi presso la struttura “Villa Torre” idonea ad ospitare la classe. L’edificio dispone di cucina e relativi strumenti e arredi conformi alla grande ristorazione e munita delle relative certificazioni igienico sanitarie rilasciate dagli organi competenti per il loro utilizzo; spazi per il pernottamento, servizi igienici, sale per i momenti conviviali e di lavoro.

Gli insegnanti, tenuto conto dell’onerosità del progetto, hanno ritenuto comunque irrinunciabile l’esperienza in quanto la pratica didattica di apprendere all’aperto oltre a privilegiare l’attenzione, l’osservazione, la libertà di postura e acuire i sensi, promuove in ciascun allievo il senso civico del rispetto, della condivisione e della tutela e salvaguardia del bene comune. La valenza pedagogica del vivere insieme nei momenti di maggiore fragilità emotiva quali l’addormentamento e il risveglio in ambiente altro accanto al proprio compagno promuove, la capacità empatica nel riconoscimento dell’altro uguale a sé e rinforza l’affettività tra i pari.

Identificarsi l’un l’altro e sostenersi a vicenda nell’affrontare e condividere azioni ed emozioni ha infatti reso il gruppo classe ulteriormente coeso e complice, rinforzato la fiducia nell’adulto e ha consentito il raggiungimento delle autonomie minime essenziali nella gestione quotidiana dei propri bisogni primari e necessari al gruppo. Essere protagonisti nell’avventura e prendere consapevolezza di essere contributo essenziale per i bisogni propri e altrui hanno aggiunto ulteriori conferme alla fiducia nelle proprie capacità: elementi indispensabili alla strutturazione dell’autostima.

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In virtù di quanto esposto, il percorso esperienziale progettato per le quattro giornate, ha ricevuto la piena approvazione dei genitori che hanno aderito alla proposta con entusiasmo e totale fiducia negli insegnanti; hanno collaborato nella fornitura dei materiali e alimenti richiesti e nel trasporto dei ragazzi alla sede del soggiorno e al ritiro al termine del periodo.

Perché proprio quattro giornate? Il numero dei giorni è stato calcolato in relazione alle finalità didattiche e affettivo-relazionali perseguite. La capacità dei bambini di organizzare, collaborare e cooperare nelle esplorazioni, nella ricerca, nella costruzione e nelle routine quotidiane quali: fare i letti, riordinare, spazzare, aver cura dei propri effetti personali e della propria igiene; contribuire alla preparazione della frutta e della verdura, preparazione a crudo di impasti, distribuzione degli alimenti e lavaggio delle stoviglie non sarebbero stati significativi per la sperimentazione e la crescita individuale di ciascun alunno in un numero inferiore di giornate.

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Le nostre escursioni quotidiane sono state prevalentemente improntate per la verifica delle conoscenze, abilità apprese durante l’anno scolastico sugli elementi naturali collinari viventi e non; sulle capacità dialogiche, descrittive e cronologiche di fatti, eventi. Capacità di calcolo, lettura di carte e costruzione in scala del territorio esplorato. Abilità pratica e manuale nella preparazione degli alimenti, pulizia dei locali e delle stoviglie e cura di sé e dei propri effetti personali in ambienti condivisi. La vita insieme, lontani dalla propria “casa” ha consentito ai bambini di applicare nuove strategie per entrare in contatto col gruppo e ha promosso l’apertura alla relazione sia nella capacità di condivisione e cooperazione sia nel superamento delle fragilità emotive quali: ansia da prestazione, inadeguatezza al ruolo e alle consegne ricevute, dipendenza dall’adulto nelle cure personali.

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Le giornate sono state vissute prevalentemente all’aperto indipendentemente dal maltempo e hanno favorito le osservazioni e relative analisi su campo. Sono stati incentivati la raccolta di campionature, utilizzo di schede strutturate per la descrizione analitica di quanto avvistato e/o esplorato; individuazione, riconoscimento e riproduzione con colatura di gesso delle impronte di animali trovate lungo il percorso; lavori di progettazione e costruzioni individuali e in gruppo di carte e mappe del territorio esplorato; lettura di carte per la caccia al tesoro, giochi all’aperto e costruzione di aquiloni. Abbiamo effettuato un’escursione notturna nei boschi grazie alla collaborazione delle Guardie Forestali Volontarie e della Polizia Provinciale che ci hanno accompagnato e consentito di avvistare istrici, caprioli e riconoscere orme di volpi, cinghiali e caprioli. Le attività, insieme alla responsabile del Museo del Parco dei Gessi (Patrizia) e all’esperta Monia, hanno regalato ai bambini emozioni straordinarie quali: accarezzare un pipistrello, passeggiare nel bosco di Bambù, orientarsi con la bussola e riconoscere piante e fiori autoctone. La caccia al tesoro poi, oltre al divertimento, si è conclusa con la ricchezza di materiali donatoci dalla stessa organizzatrice e ha costituito per tutti una sorpresa inattesa che ci ha reso orgogliosi della nostra avventura. Nelle ore serali dopo cena e il riordino a squadre delle stoviglie e del locale, sono stati attuati dialoghi a confronto sulle esperienze delle giornata con trascrizione sul diario personale dei momenti ritenuti significativi e delle emozioni provate sia positive sia negative. Abbiamo effettuato giochi di ruolo, quiz, drammatizzazioni e, pur avendo previsto la lettura di uno o più capitoli del libro “il passaggio dell’orso” di Giuseppe Festa prima del coricamento, la stanchezza serale era tale che … non ne abbiamo mai avuto l’occasione. L’ultima sera abbiamo organizzato un pigiama party con sfilata degli indumenti e performance personale nella presentazione del proprio modello.

A conclusione, l’esperienza vissuta ha superato in positivo le aspettative previste!

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