Materiali e Protocollo

0001Materiali

  • Documentazione convegni

Grazie al Centro di Documentazione RIESCO del Comune di Bologna è da marzo 2018 disponibile, nel canale tematico you tube Riesco, la registrazione video integrale di tutti gli interventi del convegno nazionale intitolato “Anche fuori si impara” realizzato a Bologna nell’autunno 2017, quinta edizione del ciclo la scuola si cura all’aperto. https://www.youtube.com/user/CentroRiESco

  • Regolamento d’Istituto

Ogni istituto comprensivo che sceglie di lavorare sia fuori che dentro, progressivamente  introduce alcune informazioni organizzative nel proprio regolamento di istituto

Di seguito proponiamo uno tra gli esempi possibili tratto da una scuola all’aperto: http://www.scuolarinnovata.it/images/stories/IstitutoComprensivo/RP_regolamento_istituto_primarie.pdf

  • Assicurazione

L’assicurazione con opzione “full operator” consente di tutelare al meglio le attività all’aperto di tutti gli attori che a differente titolo le compiono.

  • Patto Formativo Scuola-Famiglia

E’ possibile includere nel patto scuola famiglia alcuni contenuti rispetto ai luoghi forma tivi dentro e fuori la scuola. Rimane sempre rilevante il ruolo del PTOF per informare le famiglie. Il consenso informato può essere ottenuto sia negli open day sia con brochure specifiche (vedi brochure informativa delle scuole all’aperto sotto) e come nell’esempio del Comune di Bologna:

esperienze  naturali al nido e alla scuola dell’infanzia

  • Manifesti della campagna nazionale ANCHE FUORI SI IMPARA

Poster in formato a3 acquistabili da novembre 2017 on line presso la casa editrice Terra nuova, con il disegno di Alain Cancilleri e la scritta “anche fuori si impara”, da affiggere in classe, scuola, a casa, ovunque sia utile diffondere la possibilità di riportare la scuola nel mondo . La campagna sostiene con questo strumento di sensibilizzazione anche l’autofinanziamento dello scambio tra insegnanti di scuole che intendono insegnare fuori nel nostro Paese. Il sito per gli acquisti della locandina è il seguente: http://www.terranuovalibri.it/libro/dettaglio/autori-vari/anche-fuori-si-impara-5-poster-EA323-236229.html

  • Linee guida per la realizzazione di interventi naturali nei giardini scolastici dei nidi e delle scuole dell’infanzia del Comune di Bologna

Riportiamo l’esempio del Comune di Bologna promosso dal Settore verde e Istruzione comunale e sottoscritto dai pediatri di comunità Asl:

(http://www.regione.emilia-romagna.it/infeas/documenti/progetti/infanzia_natura/outdoor_edu/RestituireNaturaBambiniComuneBO2015.pdf)

  • Contenuti

– Diritti Naturali di Gianfranco Zavalloni (http://www.dirittinaturalideibambini.org/dirittinaturali.html)

– Decalogo Scuole Fuori (http://www.bambinienatura.it/decalogo-delle-scuole-fuori/)

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Protocollo

(il testo ufficiale dell’accordo è da richiedere alla Dott.ssa Filomena Massaro presso l’I.C. 12 Bologna. Quello che segue è una versione base)

Accordo di rete nazionale per l’istituzione di scuole primarie all’aperto

Istituto Comprensivo/Direzione Didattica ………………………………….. e i proponenti dell’accordo di rete nazionale per l’istituzione delle scuole pubbliche all’aperto, concordano il seguente Protocollo Operativo a partire dall’anno scolastico 2016/2017.

Finalità

Le scuole pubbliche all’aperto riscoprono e praticano il contatto quotidiano e il legame duraturo di bambini e adulti con natura e territorio, con l’obiettivo di rigenerare e rinnovare le pratiche didattiche ed educative. Aiutano i bambini a crescere e formarsi come cittadini presenti, attivi in questo mondo, con una mente critica ed ecologica.

Le scuole pubbliche all’aperto esplorano quotidianamente i principi delle scuole aperte di autonomia, democrazia e responsabilità.

A tal scopo l’Istituto Comprensivo nella figura del Dirigente Scolastico accetta e si impegna a perseguire il presente accordo.

Condizioni di partenza

I giardini delle scuole o del plesso, oppure le aree verdi pubbliche e le zone seminaturali e naturali limitrofe disponibili, sono ritenute dall’Istituto Comprensivo idonee e praticabili per istituire scuole all’aperto.

Contestualmente validano l’esistenza delle condizioni di partenza necessarie per l’accordo, avvalendosi di esperti sul tema.

Si creano progressivamente le condizioni per restituire la natura ai bambini anche in città, a partire dai giardini scolastici e dove possibile, dai contesti verdi attivabili nelle vicinanze e raggiungibili in pochi minuti.

Si costruiscono gradualmente le condizioni logistiche e di sicurezza (coperture assicurative, accompagnamenti, ecc.) per praticare concretamente la scuola all’aperto con continuità.

Si informano e si coinvolgono le famiglie degli alunni partecipanti, creando spazi e tempi di dialogo, scambio, confronto che sostengano le esperienze di continuità tra casa e scuola.

Le famiglie possono contribuire fattivamente a qualificare i giardini scolastici e anche spazi verdi nelle vicinanze.

Impegni

L’Istituto Comprensivo/Direzione Didattica aderente, per la durata di almeno tre anni e a partire dall’anno scolastico 2016/2017, si impegna a:

  • partecipare all’accordo di rete, nella prospettiva dell’adesione alle future linee guida MIUR e USR sul tema;

  • partire almeno dal biennio delle scuole primarie e coinvolgere nella transizione le scuole dell’infanzia e le scuole secondarie di primo grado;

  • nominare referente della scuola all’aperto;

  • favorire quotidianamente in chiave educativa e didattica gli apprendimenti, il contatto diretto con la natura e il territorio attraverso l’esperienza concreta, il rinforzo del gioco spontaneo, l’autonomia, la responsabilità degli allievi e la partecipazione attiva;

  • specificare nelle programmazioni come si articoleranno le esperienze educative e didattiche in connessione tra il dentro e il fuori;

  • favorire la definizione di progetti integrati orientati all’inclusione di tutti i bambini. A partire dai loro interessi e bisogni, a seconda dei loro modi e tempi di crescita e di apprendimento (bisogni educativi speciali, differenze culturali…), sperimentando metodologie e contesti nuovi per contribuire alla trattazione dei temi emergenti nel contesto scolastico;

  • ideare, attivare e realizzare esperienze di immersione in natura, per almeno una settimana all’anno per favorire la crescita dei bambini come cittadini attivi e responsabili verso il proprio ambiente di vita.

  • sperimentare forme e modi di continuità delle esperienze (rispetto i temi oggetto del presente protocollo) attraverso la continuità orizzontale e verticale;

  • sostenere la continuità delle esperienze negli anni di durata del protocollo al di là della discontinuità del personale non di ruolo;

  • individuare con il sostegno e la validazione dei proponenti un percorso formativo collegiale ad hoc con formatori di rilevanza e prestigio;

  • favorire la partecipazione del personale ATA in almeno 2 riunioni annue di sensibilizzazione e verifica del progetto;

  • favorire la partecipazione del personale coinvolto nelle sperimentazioni sui diversi territori ad un momento seminariale annuale della rete;

  • favorire momenti di verifica/monitoraggio/consultazione del progetto da parte dei bambini/ragazzi coinvolti nella sperimentazione e delle famiglie stesse;

  • favorire la documentazione del processo, la ricerca, la valutazione, l’adozione di specifici libri di testo; accogliere delegazioni esterne e promuovere scambi per il proprio personale;

  • individuare con il sostegno e la validazione della rete, un partner con funzioni di facilitatore esterno e locale. Il cui ruolo è quello di favorire la transizione delle scuole a scuole all’aperto, promuovere la partecipazione del personale individuato a gruppi di scambio disciplinare per classi parallele ed inizialmente per livello scolastico;

  • attivare attraverso la partecipazione alla rete, e progressivamente, accordi con Università, MIUR, USR, Regione, Comune, enti, istituti e altri soggetti di rilevanza tematica, per individuare le risorse economiche e materiali necessarie per le scuole all’aperto. Vengono altresì co/promosse altre ricerche di finanziamento;

  • versare una quota di contribuzione annuale alla rete (per il 2016 pari a 150 euro) a copertura parziale delle spese minime utili per accompagnare l’istituto comprensivo nella adesione e transizione verso l’istituzione di scuole pubbliche all’aperto;

A seguito del primo anno di sperimentazione del protocollo operativo, recepire ed assumere eventuali rimodulazioni di parti dell’accordo medesimo.

Estensori del Protocollo

La rete nazionale delle scuole pubbliche all’aperto ha preso avvio nel 2016 grazie alle esperienze educative all’aperto di oggi e alla tradizione di scuole all’aperto bolognese. E’ una rete aperta e plurale, costituita da un’alleanza tra genitori ed insegnanti con educatori ambientali, ricercatori e docenti universitari. La rete si riconosce nel “Decalogo delle Scuole Fuori” proposto dall’Associazione Bambini e Natura e nei Diritti naturali di bimbi e bimbe del maestro e dirigente scolastico Gianfranco Zavalloni.

La rete promuove l’adesione al presente protocollo e all’accordo di rete a partire dall’anno scolastico 2016/2017 rivolto agli Istituti Comprensivi nazionali/direzioni didattiche verso l’istituzione di scuole pubbliche all’aperto.

La rete promuove altresì il costituendo comitato scientifico dell’accordo di rete ed i proponenti che definiranno i termini di stipula dell’accordo medesimo.

Allegati al protocollo:

– Diritti Naturali di Gianfranco Zavalloni (http://www.dirittinaturalideibambini.org/dirittinaturali.html)

– Decalogo Scuole Fuori (http://www.bambinienatura.it/decalogo-delle-scuole-fuori/)

– Linee guida per la realizzazione di interventi naturali nei giardini scolastici dei nidi e delle scuole dell’infanzia del Comune di Bologna (http://www.regione.emilia-romagna.it/infeas/documenti/progetti/infanzia_natura/outdoor_edu/RestituireNaturaBambiniComuneBO2015.pdf)

– progetto (https://scuoleallaperto.wordpress.com/progetto/)

– formazione (https://scuoleallaperto.wordpress.com/formazione/)

– bibliografia e sitografia (https://scuoleallaperto.wordpress.com/bibliografia/)

Tesi di laurea sulle scuole all’aperto

Grazie all’impulso di un pool di ricercatori e professori universitari italiani, sono in corso le prime tesi di laurea con oggetto la scuola primaria all’aperto.Nell’ottica della condivisione e messa in rete delle tesi validate, un gruppo tecnico della rete nazionale effettua una validazione delle tesi di laurea meritevoli di pubblicazione nel sito. E’ importnate precisare come tutti i lavori di tesi trattano contenuti elaborati autonomamente dai tesisti e futuri insegnanti, con un confronto con un relatore specifico, relatore accademico che li segue per il completamento del corso di studi accademico. Per questi motivi intrinseci ad ogni lavoro di tesi accademica,  i contenuti delle tesi che validiamo, non “rappresentano ” la prospettiva della promossa dalla rete nazionale, quanto testimoniamo la trattazione del tema delle scuole all’aperto attraverso la ricerca, l’indagine, l’elaborazione propria di ogni tesi. Una tesi puo’ apportare, in alcuni casi a nostro parere, altri utili punti di vista, altri sguardi, altri contributi, anche se non c’è allineamento possibile a monte tra tesi e rete, se non casuale e frutto di concomitanze fattuali positive.  Viene infine constatata per la validazione la fattiva disponibilità di tesista e relatore alla pubblicazione sul sito del proprio lavoro intellettuale. La redazione del sito in conclusione invita tutti lettori ad avere particolare attenzione e dunque a rispettare integralmente il lavoro intellettuale delle tesi pubblicate, in primis la citazione di autori e fonti, ai sensi delle norme vigenti in materia.

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SCUOLE ALL’APERTO ALLO SPECCHIO: RIFLESSIONI TRA EREDITÀ DEL PASSATO E PROIEZIONI FUTURE. Primi passi Valdostani verso l’adesione alla Rete Nazionale delle scuole pubbliche all’aperto.

la tesi di laurea, con il consenso dell’autrice e del relatore dr Fabrizio Bertolino è consultabile integralmente su : https://elodieclos.wordpress.com/

Abstract a cura dell’autrice

La scelta di inserire un titolo così lungo e articolo e di inserire un sottotitolo è nata per cercare di mettere in risalto sin da subito gli intenti di questo elaborato: il primo è quello di rispondere in modo preciso e puntuale a quesiti relativi all’impostazione didattica della “scuola all’aperto” del passato e del presente, cercando di comprendere se questo modello scolastico fosse rimasto inalterato nel corso dei decenni o avesse subito delle modificazioni rispetto alle caratteristiche, agli obiettivi e al ruolo dell’insegante. Il secondo intento è quello di descrivere ed informare circa la reale possibilità delle istituzioni scolastiche di partecipare all’iniziativa Nazionale della Rete Nazionale delle scuole pubbliche all’aperto, che richiede una trasformazione dell’impostazione didattica per rispondere a quelle che sembrano le nuove esigenze naturalistiche ed outdoor dei “bambini digitali iperprotetti”.
Il primo intento è stato perseguito grazie ad una cospicua bibliografia tematica specifica sul tema delle scuole all’aperto che ha permesso di tratteggiare le radici storiche del “movimento” e di intrecciare le informazioni con il presente. Queste strutture nascono agli inizi del 1900 come “arma preventiva” e scuole-sanatorio per bambini gracili, deboli, eredo-tubercolotici e malati con gli obiettivi di curare e scongiurare alcuni mali e conferire ai bambini un’istruzione proponendo lezioni della durata di 30 minuti intervallate quotidianamente da riposo, attività ludiche, attività manuali e cure elioterapiche ed idriche. La prima scuola all’aperto apre in Germania e gradualmente queste strutture iniziarono a moltiplicarsi anche in altri paesi toccando anche l’Italia.
Nel corso degli anni la modificazione dell’utenza, passando da un’esclusiva partecipazione di bambini deboli all’apertura delle porte a tutti i bambini, conduce ad una trasformazione della considerazione del contesto, non più considerato come esclusivo spazio fisico utilizzato per le cure ma riconosciuto come protezionale pedagogico ed educativo perché caratterizzato da stimoli e spunti didattici, e del ruolo dell’insegnante, a cui non è più richiesta una lezione frontale e unidirezionale ma l’utilizzo di metodi più attivi, caratterizzati ad esempio da osservazione, intuizione e successiva riflessione.
L’analisi della bibliografia permette di evidenziare una trasformazione e chiusura di queste scuole intorno agli anni ’70, situazione portata da un miglioramento delle condizioni di vita e dall’emanazione in Italia di leggi a favore dell’inclusione e integrazione scolastica, ma negli ultimi anni, a partire dal 2000 si registra un incremento di interesse nei confronti del tema “scuola all’aperto”. Perché c’è questo rinnovato interesse?
Il contesto attuale sembrerebbe aver richiesto la rimessa in gioco, seppur con modalità diverse, di quest’impostazione didattica operando un’attualizzazione della proposta di inizio Novecento così da adattarsi alle esigenze dei bambini del XXI secolo, sempre più rinchiusi in ambienti indoor e sempre più distanti dagli ambienti Naturali e outdoor. E proprio in vista di questa ipotesi di attualizzazione ha iniziato ad operare la Rete Nazionale delle scuole pubbliche all’aperto, rete di scopo nata nel 2016 grazie ad un quadro normativo proiettato verso uno scopo comune, in questo caso quello di creare una comunità di pratiche, saperi, documenti ed esperienze e di accompagnare gli istituti scolastici nella creazione di contesti di apprendimento che siano in grado di valorizzare il dentro e il fuori come importanti e vicendevolmente arricchenti. Rete Nazionale che attualmente coinvolge 11 istituti comprensivi e 150 insegnanti coinvolti in tutta Italia, e che a breve vedrà la collaborazione anche di un’istituzione scolastica Valdostana, facente parte dell’istituzione scolastica “Luigi Einaudi” di Aosta.