Formazione, ricerca e facilitazione

Ricerca

I processi di formazione e ricerca-formazione sono monitorati dal Dipartimento di Scienze dell’Educazione “G.M. Bertin” dell’Università di Bologna, capofila per le attività di ricerca su tutto il territorio nazionale, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Qualità della Vita dello stesso Ateneo, con il Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione, Università di Milano Bicocca, con il Dipartimento Scienze dell’Educazione e dei processi formativi, Università di Parma e con il Dipartimento di Scienze Umane e Sociali, Università della Valle d’Aosta.
I diversi percorsi di ricerca formazione sono pensati per implementare pratiche didattiche innovative  e definire linee guida in grado di orientare altre esperienze. Sono previsti, inoltre, studi di caso, che permettano di valorizzare i diversi processi e le diverse specificità o indagini su temi trasversali alla rete che possano metterne in luce le peculiarità.

Si configura come una ricerca formazione pensata per implementare pratiche didattiche innovative  e definire linee guida in grado di orientare altre esperienze.

Parallelamente saranno previsti studi di caso che permettano di valorizzare i diversi processi e le diverse specificità.

La rete scuole all’aperto partecipa attivamente infine con alcuni suoi membri al Centro di Ricerca e Formazione sull’Outdoor Educatione del Dipartimento di Scienza della Qualità della Vita dell’Università degli Studi di Bologna, di cui al sito http://www.scienzequalitavita.unibo.it/it/ricerca/centri-di-ricerca/centro-di-ricerca-e-formazione-outdoor-education

Formazione

Il percorso di sperimentazione è affiancato e sostenuto da un percorso di formazione triennale pensato per rispondere ai bisogni formativi e valorizzare le competenze e risorse in base alle necessità e caratteristiche organizzative di ciascun gruppo territoriale. Sarà quindi possibile definire, in accordo con lo staff della rete, un percorso collegiale specifico ed individuare i formatori più adatti

Gli obiettivi del coinvolgimento degli adulti sono molteplici: vivere e ripensare l’educazione all’aperto; riflettere sulle potenzialità del rapporto tra bambini e natura; sperimentare pratiche osservative, progettuali e di documentazione per restituire ai bambini la possibilità di fare esperienza diretta in contesti naturali senza perdere l’attenzione sui campi d’esperienza, le discipline e le competenze.

Come evidenziato nella sezione eventi di questo sito, periodicamente vengono organizzati seminari e convegni nel territorio nazionale come opportunità a libera partecipazione ma utili per favorire scambi e confronti tra le diverse realtà coinvolte nella sperimentazione in itinere.Qui di seguito due interventi presentati nel primo convegno della rete nazionale dal titolo “anche fuori si impara” nell’autunno 2017.

prof. Michela Schenetti, promotrice della rete e referente della formazione e della ricerca nonchè della  rete interuniversitaria

prof Roberto Farnè, Centro di Ricerca e Formazione sull’Outdoor Educatione del Dipartimento di Scienza della Qualità della Vita dell’Università degli Studi di Bologna

Il prof Alessandro Bortolotti  (vedasi ulteriori informazioni su questo sito) a partire dalla “pioneristica ricerca e e sperimentazione nella scuola “faro” di Marano di Gaggio Montano, attiva da quasi un decennio,  ha partecipato attivamente alla formazione delle insegnanti in differenti contesti a partire  dalla nascita della rete nazionale. A partire dalla collaborazione storica con  la scuola primaria statale Terzani, e grazie al dirigente scolastico C.Adagio, è nato il progetto europeo GOAL (Go Out And Learn) che indaga le strategie di inclusione nelle scuole all’aperto in contesto europeo, e che si conclude nel 2020 a Bologna con un seminario internazionale , seminario aperto a insegnanti della rete nazionale.

Altri formatori di differente provenienza sono stati coinvolti nella sperimentazione, in modo da valutare quali competenze fossero maggiormente compatibili per la scuola primaria statale, tra cui esperti di outdoor education e outdoor learning, di inclusione scolastica, di tematismi specifici, gioco e didattica. Sono stati validati altresì insegnanti esperti per la formazione, per differenti aree di competenza, e per scambi o testimonianze pedagogiche. Grande cura ed attenzione è stata conferita nella rete nazionale alla valutazione della formazione, in modo da consentire la riproducibilità delle migliori prassi/dei migliori formatori emersi nel contesto sperimentale del primo triennio.

Facilitazione

La facilitazione costituisce una funzione imprescindibile per il successo della sperimentazione. specifica proprio in considerazione della natura del processo di insegnamento ed apprendimento in outdoor.  La formazione degli insegnanti non è infatti da sola in grado di sostenere ed incoraggiare cambiamenti durevoli a scuola Proprio per questo motivo, come evidenziano le migliori pratiche italiane ed europee, (vedasi in particolare l’esperienza della rete britannica su questo sito e le Outlines europee ) , la formazione viene  sempre affiancata dalla funzione di facilitazione. A conclusione dl primo triennio di sperimentazione (2016/2019) viene confermato e evidenziato come la funzione di facilitazione sia risultata decisiva e strategica per consentire alla formazione di divenire pratica didattica.

La facilitazione è uno strumento di lavoro complesso e strategico. Consente di sostenere le scuole nel processo di sperimentazione, accompagnamento e supporto per la programmazione, per la elaborazione dei temi emersi nella formazione, e in alcuni specifici momenti esperienziali di didattica in situazione. Si tratta di una funzione che puo’ essere sviluppata in differenti modalità, come attraverso l’individuazione di un facilitatore, incaricato da un I.C. per svolgere specificatamente alcune funzioni tecniche.

Una strategia complessiva di facilitazione efficace rivolta alle scuole primarie statali all’aperto si costruisce a partire dalla valutazione, la documentazione ed uno scambio efficace delle migliori prassi. Per questo motivo sono in cantiere video e documentazioni specifici.Nel 2016 un gruppo di lavoro della rete nazionale ha elaborato un profilo di facilitatore (vedasi su questo sito profilo facilitatore) che aiuta a focalizzare alcune delle principali aree e processi di intervento. Questo profilo è stato alla base di un successivo lavoro di individuazione di facilitatori per alcune aree territoriali in cui erano partite le prime sperimentazioni, in primis E Romagna, Sicilia, Toscana, Trentino. Nel 2020 a Lucca si è svolto un seminario nazionale sulla facilitazione – che ha visto la partecipazione di coloro che hanno ricoperto negli anni attivamente questa funzione, pur con tipologie differenti tra loro – per la valutazione e lo scambio di strategie e strumenti metodologici nel contesto delle scuole primarie statali, a conclusione del primo triennio 2016/2019. Lo scenario che si presenta nel 2020, vede presenti a livello nazionale tre tipologie di facilitazione con differenti provenienze professionali di partenza tra cui:

  •  pedagogisti con competenze di educazione all’aperto di alcuni Comuni in cui è attiva la rete, con funzioni tra la regia della formazione e la facilitazione;
  • facilitatori individuati tramite bando da singoli ic a partire dagli elenchi validati e pubblicati sul sito, a partire dal profilo indicato sul sito, con differenti provenienze come  attività e progetti di educazione ambientale, o consulenza didattica/pedagogica all’aperto a insegnanti, o da master/perfezionamenti universitari, etc… ;
  • altre competenze , provenienti da ricerca universitaria, consulenza didattico pedagogica all’aperto e/o formazione all’aperto

Alcuni video progressivamente a partire dal 2020 saranno presentati sia sulle news sia sul canale you tube come racconto di alcuni esempi di processi di facilitazione in differenti contesti nazionali. Questi video costituiscono testimonianze sintetiche di una regia attenta, che dura negli anni, con una attenzione a tanti temi differenti ma fondamentali quali aspetti organizzativi, di contenuto, soluzioni pratiche, spunti didattici, gestione e pianificazione delle uscite in sicurezza, abbigliamento e informazione alle famiglie,… Una procedura di individuazione della figura di facilitazione adatta allo specifico contesto scolastico, nel rispetto delle norme vigenti della PA, è frutto di un processo articolato. Sino al 2019, come evidenziato nel primo Protocollo Operativo, la Rete Nazionale ha validato figure di facilitatori per la sperimentazione, che ha messo a disposizione dei dirigenti scolastici e delle municipalità delle scuole aderenti. Precisiamo come questo elenco di facilitatori sia da considerarsi uno strumento volontario – un orientamento alla individuazione selettiva delle migliori competenze autocandidatesi e successivamente validate  – che non esclude l’avvalersi da parte di una scuola di altre figure con un profilo analogo. L’elenco disponibile in questo sito, pur con le limitazioni sopra specificate, viene progressivamente integrato in base ai partecipanti alla Rete di Scopo nazionale e alle istanze del territorio di riferimento.

La validazione viene effettuata a cura della rete nazionale a partire dal profilo che viene descritto più sotto in questa pagina. Le candidature sino al 2019 sono state vagliate dal gruppo dei promotori nazionali, in modo da avere una selezione attenta delle migliori figure in possesso di un profilo di competenze e esperienze per la facilitazione.Il processo di individuazione si conclude con la selezione del candidato migliore, attraverso procedure differenti, che coinvolgono a seconda dei contesti territoriali i dirigenti scolastici e/o la municipalità di riferimento. I dirigenti scolastici sono coinvolti a partecipare al momento delle selezione della figura di facilitazione, ad esempio attivando attraverso il proprio sito istituzionale – come istituto comprensivo – procedure con evidenza pubblica atte allo scopo, come avviene attualmente nell’esperienza di IC11 e IC12 , IC 13 e ic 22 della città di Bologna ed Ozzano dell’Emilia (consultabile su: http://www.ic12bo.it/pubblicita-legale/?action=visatto&id=25 ).

Gli enti locali sono anche essi coinvolti nella selezione con differenti modalità, anche esprimendo proprio parere in merito, in particolare dove sostengono il progetto e in specifico l’impegno economico della facilitazione, come avviene attualmente ad esempio nel Comune di Lucca  ed in altre realtà. In alcuni contesti la funzione di facilitazione viene sviluppata in forma integrata con la formazione.

Elenco delle figure di facilitatori validati dalla rete (aggiornamento settembre 2019)

Emilia Romagna:

Valentina Bergonzoni

Benedetta Rossini

Stefano Schiassi

Paolo Donati

Francesca Casadio

Cinzia Cometti

Monia Cesari

Barbara Turini

Irene Salvaterra

Cecilia Fazioli

Davide Sanci

Erika Vassallo

Lucia Carpi

Manuela Fabbrici, facilitatrice ic11 e ic 12 e scuola Scandellara Bologna

Manuel Finelli

Rita Ferrarese, facilitatrice scuola primaria Renazzo di Cento (Ferrara)

Roberto Calzolari facilitatore scuole Fortuzzi Bologna

Roberta Graiani

Verusca Friggeri

Piemonte e Valle D’Aosta:

Marta Angelotti

Lazio:

Eleonora Maresca

Livia Tavani

Marche:

Rossella D’Ugo

Sicilia:

Milena Viani

Toscana:

Christian Mancini

Elena Bianucci

Trentino:

Paola Tomasi

Friuli:

Simone Baracetti

Profilo del facilitatore per la sperimentazione di scuole all’aperto

Oggetto dell’incarico

Il progetto è promosso da un gruppo di pedagogisti, educatori ambientali, amministratori, dirigenti scolastici, ricercatori e docenti universitari e genitori con l’obiettivo di sviluppare la rete nazionale delle scuole all’aperto.
Le scuole all’aperto riscoprono e praticano il contatto quotidiano e il legame duraturo di bambini e adulti con natura e territorio e hanno l’obiettivo di rigenerare e rinnovare le pratiche didattiche ed educative. Per approfondimenti riferirsi al sito https://scuoleallaperto.wordpress.com/

Con la Legge del 13 Luglio 2015 n°107 diviene possibile la costituzione di reti scolastiche nazionali di scopo riconosciute dal Ministero dell’Istruzione. Nell’ambito di questo nuovo scenario, dal settembre 2016, la rete intende avviare dei progetti sul territorio nazionale.
Per detti progetti si rende necessario l’intervento di una figura di facilitazione (“facilitatore”) per ogni Istituto Comprensivo partecipante al fine di promuovere l’apprendimento condotto fuori della classe in sinergia con l’apprendimento all’interno. Rientrano tra le mansioni fondanti del facilitatore la progettazione e la realizzazione di esperienze, al fine di alimentare i percorsi didattici realizzati all’aperto, con le risorse che offre il territorio.
Specifiche dell’incarico

Natura dell’incarico: facilitazione del progetto

Luogo (prevalente) di lavoro: da specificare.

Durata: 50 ore in un I.C. (o 35h a istituto se un facilitatore ricopre due IC o DD) nel periodo da settembre 2016 a giugno 2017.

Retribuzione indicativa: 2400 euro lorde.

Referente dell’incarico: Coordinamento della Rete Nazionale.

Profilo dell’incaricato

Il compito principale di un facilitatore è quello aiutare il personale insegnante nella pianificazione e realizzazione di esperienze di apprendimento all’aperto per garantire aderenza ai criteri della sicurezza e della programmazione didattica. Durante alcune fasi dell’attività, il facilitatore supervisiona e sostiene gli insegnanti e, se necessario, li affianca nella relazione educativa con gli studenti.

Il facilitatore deve essere pertanto in grado di integrare competenze pedagogiche e didattiche con le migliori esperienze di educazione all’aperto condotte in questi anni in territorio nazionale e di rendere il gruppo di lavoro progressivamente più autonomo nella progettazione educativa e didattica e più consapevole riguardo il proprio stile educativo, nonchè possibilità e spunti che i bambini e il territorio di riferimento sono in grado di offrire.

Al contempo, si tratta di una figura che dovrà anche occuparsi di:

Raccordo con i formatori e partecipazione ai corsi di formazione predisposti per il personale insegnante e ATA per permettere un’efficace ricaduta nella pratica della formazione stessa.
Raccordo efficace tra dirigenti scolastici, altri membri della rete e le figure tecniche presenti sul territorio di riferimento.
Coordinamento con gli altri facilitatori e con la rete di scuole all’aperto sopratutto attraverso l’utilizzo di piattaforme virtuali di comunicazione.
Partecipazione ai momenti di programmazione didattica per sostenere le insegnanti nel promuovere il cambiamento suggerito dal protocollo.
Ricerca di soluzioni agli ostacoli che necessariamente si presenteranno in quanto iniziativa sperimentale.
Produzione di una documentazione efficace (report di scuola)

Competenze richieste

Competenze didattiche e di analisi del contesto al fine di sostenere le insegnanti nella realizzazione di esperienze educative concrete nel territorio.

Abilità interpersonali e di comunicazione, intraprendenza e assertività soprattutto riguardo relazioni positive con insegnanti e ATA e condivisione efficace delle informazioni con gli attori coinvolti nel rispetto dei tempi e tradizioni di ciascun team docente.

Requisiti dell’incaricato

Titolo di studio: Laurea magistrale in una o più delle seguenti discipline: Scienze della formazione, Sociologia, Psicologia, Scienze naturali e Scienze Biologiche e/o una competenza equipollente da curriculum

Esperienza lavorativa: minimo 8 anni di esperienza in almeno uno dei seguenti ambiti:

progetti all’aperto
scuole di infanzia e primaria di primo e secondo grado
coordinamento pedagogico
altre esperienze attinenti

Le candidature sono validate dal gruppo di coordinamento della rete e selezionate anche in base al territorio della scuola all’aperto ed entreranno a far parte dell’elenco dei facilitatori a cui sarà possibile fare riferimento.Per comunicazioni è possibile scrivere alla mail: scuolevispe@gmail.com

Tesi di laurea sulle scuole all’aperto

Grazie all’impulso di un pool di ricercatori e professori universitari italiani, sono in corso le prime tesi di laurea con oggetto la scuola primaria all’aperto.Nell’ottica della condivisione e messa in rete delle tesi validate, un gruppo tecnico della rete nazionale effettua una validazione delle tesi di laurea meritevoli di pubblicazione nel sito. E’ importnate precisare come tutti i lavori di tesi trattano contenuti elaborati autonomamente dai tesisti e futuri insegnanti, con un confronto con un relatore specifico, relatore accademico che li segue per il completamento del corso di studi accademico. Per questi motivi intrinseci ad ogni lavoro di tesi accademica,  i contenuti delle tesi che validiamo, non “rappresentano ” la prospettiva della promossa dalla rete nazionale, quanto testimoniamo la trattazione del tema delle scuole all’aperto attraverso la ricerca, l’indagine, l’elaborazione propria di ogni tesi. Una tesi puo’ apportare, in alcuni casi a nostro parere, altri utili punti di vista, altri sguardi, altri contributi, anche se non c’è allineamento possibile a monte tra tesi e rete, se non casuale e frutto di concomitanze fattuali positive.  Viene infine constatata per la validazione la fattiva disponibilità di tesista e relatore alla pubblicazione sul sito del proprio lavoro intellettuale. La redazione del sito in conclusione invita tutti lettori ad avere particolare attenzione e dunque a rispettare integralmente il lavoro intellettuale delle tesi pubblicate, in primis la citazione di autori e fonti, ai sensi delle norme vigenti in materia.

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SCUOLE ALL’APERTO ALLO SPECCHIO: RIFLESSIONI TRA EREDITÀ DEL PASSATO E PROIEZIONI FUTURE. Primi passi Valdostani verso l’adesione alla Rete Nazionale delle scuole pubbliche all’aperto.

la tesi di laurea, con il consenso dell’autrice e del relatore dr Fabrizio Bertolino è consultabile integralmente su : https://elodieclos.wordpress.com/

Abstract a cura dell’autrice

La scelta di inserire un titolo così lungo e articolo e di inserire un sottotitolo è nata per cercare di mettere in risalto sin da subito gli intenti di questo elaborato: il primo è quello di rispondere in modo preciso e puntuale a quesiti relativi all’impostazione didattica della “scuola all’aperto” del passato e del presente, cercando di comprendere se questo modello scolastico fosse rimasto inalterato nel corso dei decenni o avesse subito delle modificazioni rispetto alle caratteristiche, agli obiettivi e al ruolo dell’insegante. Il secondo intento è quello di descrivere ed informare circa la reale possibilità delle istituzioni scolastiche di partecipare all’iniziativa Nazionale della Rete Nazionale delle scuole pubbliche all’aperto, che richiede una trasformazione dell’impostazione didattica per rispondere a quelle che sembrano le nuove esigenze naturalistiche ed outdoor dei “bambini digitali iperprotetti”.
Il primo intento è stato perseguito grazie ad una cospicua bibliografia tematica specifica sul tema delle scuole all’aperto che ha permesso di tratteggiare le radici storiche del “movimento” e di intrecciare le informazioni con il presente. Queste strutture nascono agli inizi del 1900 come “arma preventiva” e scuole-sanatorio per bambini gracili, deboli, eredo-tubercolotici e malati con gli obiettivi di curare e scongiurare alcuni mali e conferire ai bambini un’istruzione proponendo lezioni della durata di 30 minuti intervallate quotidianamente da riposo, attività ludiche, attività manuali e cure elioterapiche ed idriche. La prima scuola all’aperto apre in Germania e gradualmente queste strutture iniziarono a moltiplicarsi anche in altri paesi toccando anche l’Italia.
Nel corso degli anni la modificazione dell’utenza, passando da un’esclusiva partecipazione di bambini deboli all’apertura delle porte a tutti i bambini, conduce ad una trasformazione della considerazione del contesto, non più considerato come esclusivo spazio fisico utilizzato per le cure ma riconosciuto come protezionale pedagogico ed educativo perché caratterizzato da stimoli e spunti didattici, e del ruolo dell’insegnante, a cui non è più richiesta una lezione frontale e unidirezionale ma l’utilizzo di metodi più attivi, caratterizzati ad esempio da osservazione, intuizione e successiva riflessione.
L’analisi della bibliografia permette di evidenziare una trasformazione e chiusura di queste scuole intorno agli anni ’70, situazione portata da un miglioramento delle condizioni di vita e dall’emanazione in Italia di leggi a favore dell’inclusione e integrazione scolastica, ma negli ultimi anni, a partire dal 2000 si registra un incremento di interesse nei confronti del tema “scuola all’aperto”. Perché c’è questo rinnovato interesse?
Il contesto attuale sembrerebbe aver richiesto la rimessa in gioco, seppur con modalità diverse, di quest’impostazione didattica operando un’attualizzazione della proposta di inizio Novecento così da adattarsi alle esigenze dei bambini del XXI secolo, sempre più rinchiusi in ambienti indoor e sempre più distanti dagli ambienti Naturali e outdoor. E proprio in vista di questa ipotesi di attualizzazione ha iniziato ad operare la Rete Nazionale delle scuole pubbliche all’aperto, rete di scopo nata nel 2016 grazie ad un quadro normativo proiettato verso uno scopo comune, in questo caso quello di creare una comunità di pratiche, saperi, documenti ed esperienze e di accompagnare gli istituti scolastici nella creazione di contesti di apprendimento che siano in grado di valorizzare il dentro e il fuori come importanti e vicendevolmente arricchenti. Rete Nazionale che attualmente coinvolge 11 istituti comprensivi e 150 insegnanti coinvolti in tutta Italia, e che a breve vedrà la collaborazione anche di un’istituzione scolastica Valdostana, facente parte dell’istituzione scolastica “Luigi Einaudi” di Aosta.

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