Intervista a Lucia Carpi, psicomotricista, TNPEE, formatrice della rete e autrice. Ciao Lucia, da poche settimane è edito il tuo nuovo testo: “Educare secondo natura in e outdoor. La risposta psicomotoria ai Bisogni Educativi Naturali”.
Vuoi raccontarci di cosa tratta e quale continuità questo testo trova nell’esperienza della Rete scuole all’aperto?
Volentieri, e grazie per aver portato il tema della continuità con i contenuti e l’esperienza della Rete scuole all’aperto. Come formatrice della Rete (ormai da diversi anni) trovo sensato sottolineare come il mio contributo all’educazione all’aperto sia coerente con lo spirito di questa esperienza: un contesto ad alta biodiversità di proposte formative in costante evoluzione, differenti tra loro ma accomunate dai principi di un fare educazione desideroso di mettersi in gioco a partire dalle risorse del contesto esterno. Così è anche questo testo: un contributo che porta una sua specificità (l’approccio psicomotorio per la risposta ai bisogni educativi e didattici) e che si pone in posizione di continuità e integrabilità con i molti altri strumenti offerti dai colleghi nelle tante formazioni della Rete.
Il titolo include diversi aspetti chiave tra cui il concetto di BEN (Bisogni Educativi Naturali), che cosa sono esattamente?
E’ vero, il titolo è ad alta densità! Innanzitutto “secondo natura” è da intendersi come “secondo natura del bambino”: sarebbe un paradosso conoscere e valorizzare la natura degli ambienti esterni senza conoscere quella dei destinatari delle azioni che mettiamo in campo. Le persone in crescita sono infatti regolate da leggi e necessità di origine biologica, innata, transculturale (in questo senso possono dirsi naturali). A queste leggi corrispondono dei bisogni riguardanti la relazione educativa e riguardanti i processi di apprendimento. Da 20 anni mi interesso allo studio di questi bisogni naturali chiedendomi: come possibile tradurre la conoscenza del naturale funzionamento infantile in una modalità operativa concretamente utile all’educazione e all’insegnamento? E’ nato così il quadro teorico-pratico che, con costante supervisione, ho elaborato in questi anni: 6 BEN a ciascuno dei quali corrispondono riferimenti concreti per l’elaborazione di risposte coerenti e utili sia sul piano educativo che didattico. La prospettiva del testo è multidisciplinare, antropologica e divulgativa (direzione scientifica Prof. Nicolodi Giuseppe).
Perché dovrebbero importarci, esattamente, questi BEN?
Perché la scienza ci dimostra che qualora essi siano conosciuti e corrisposti consapevolmente i bambini evolvono e apprendono in modo armonico. Ciò ha peraltro un elevato valore preventivo dal momento che in questo modo è possibile prevenire e/o ridurre una considerevole quantità di difficoltà evolutive e dell’apprendimento tipiche ad esempio delle situazioni BES e/o altre certificate e/o non certificabili (es. situazioni di agitazione motoria, inibizione, scarsa autonomia/autostima, opposizione, difficoltà attentive e/o organizzative dell’apprendimento).
Poi parli di In e Out-door…cosa dobbiamo aspettarci?
I BEN dei bambini sono trasversali agli spazi perciò è importante non dimenticare che lo spazio più importante è quello mentale adulto: la crescita può dirsi davvero armonica se le esperienze del bambino possono trovare continuità di senso e di approccio tra il dentro e il fuori (ciò nell’idea che vi sia un potenziale nell’uso consapevole e integrato delle due dimensioni). Tutte le riflessioni e gli strumenti forniti sono utili, con adattamento, a ciascuno spazio. Quindi un testo più teorico o più pratico? Entrambe le cose e molto altro. Il testo è diviso in 4 sezioni. La prima raccoglie il quadro teorico utile a comprendere i 6 BEN e i rispettivi corollari. La seconda raccoglie gli strumenti osservativi del bambino e del contesto oltre che quelli progettuali per l’utilizzo consapevole di spazi e tempi. La terza raccoglie e racconta diverse esperienze realizzate permettendo l’aggancio tra l teoria e la pratica proposte. La quarta, infine, offre una serie di riflessioni su temi cruciali quali inclusione, ecosofia, bellezza e cittadinanza attiva.
E’ un testo solo per insegnanti? Di quale fascia d’età?
No, non solo per insegnanti. E’ infatti un testo che si rivolge ad ogni adulto educante che si occupi di educazione e/o insegnamento rivolti a persone 0-10: educatori, pedagogisti, insegnanti e, non di meno, anche genitori (tralasciando le parti più tecniche). Perché un adulto educante dovrebbe dedicare tempo a questa lettura? Perché non dà ricette ma offre uno strumento orientante la riflessione e facilitante prassi creative e personalizzate (non è un caso che l’immagine in copertina sia una bussola offerta da bambini). Inoltre perché è un testo che nasce dall’esperienza ed è dalla parte del bambino ma, non di meno, è dalla parte dell’adulto educante: ne legittima le fatiche, ne sostiene l’orgoglio educativo e restituisce fiducia alla relazione educativa.
